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Facciata del Museo dei Fossili e delle Ambre a San Valentino in Abruzzo Citeriore

La Villa Delfina Olivieri de Cambacérès prende il nome da una giovane aristocratica,  nata a Chieti il 1° maggio del 1874 e vissuta a San Valentino con i suoi genitori, morta il 13 luglio 1897 a soli ventitre anni, a Castellamare Adriatico.
Delfina era figlia di Leocadia de Cambacérès, vedova di Silvino Olivieri, e di Michele Olivieri, fratello di Silvino (1829-1856), originario di Caramanico, eroe del Risorgimento italiano, ucciso in Argentina, a Bahia Blanca il 29 settembre 1856, in un complotto ordito dagli stessi legionari, non senza qualche complicità dello stesso governo di Buenos Aires. Di lui Giuseppe Mazzini disse: ”Olivieri è tale da conquistarsi rapidamente il posto di Garibaldi nell’opinione”.


Il complesso è costituito dall’antico monastero degli agostiniani, costruito nel 1595 da padre Vincenzo da Cantalice. Comprende all’interno del cortile la chiesa dedicata a San Nicola da Tolentino (1245-1305), protettore del paese. Durante il decennio napoleonico (1805-1815) e in seguito all’Unità d’Italia, alcune corporazioni religiose furono soppresse e i loro beni incamerati dal nuovo stato. Nel 1885 parte dell’edificio fu venduto alla famiglia di Michele Olivieri. Il complesso da antico monastero si è dunque trasformato in eremo urbano, in palazzo aristocratico, ed infine passò di proprietà comunale. Dal 2004 è sede di varie associazioni e ospita il Museo dei fossili e delle ambre.

 

Paesaggio montano con un borgo in Abruzzo e montagne innevate sullo sfondo.

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