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Sorge sul sito di una precedente chiesa. E’ situato nella parte più elevata del paese, nel luogo dove furono traslati i corpi dei SS. Valentino,vescovo di Terracina e del suo diacono Damiano (IV secolo ), martirizzati e sepolti in località Zappino. Di una “Ecclesia Sancti Valentini” si fa menzione nel 1324, nelle Rationes decimarum. L’inizio dei lavori dell’attuale Duomo risalirebbe al 1770, su progetto di ingegneri della Real Casa (Borbone). L’attribuzione a Luigi Vanvitelli non è stata documentata.
L’attuale facciata fu realizzata dopo il terremoto del 1915, commissionata da Monsignor Domenico Coia (1866-1954) all’architetto Antonino Liberi (1855-1933), cognato di Gabriele D’Annunzio, realizzata dal 1916 al 1926. Presenta ordini architettonici sovrapposti: dorico, ionico, corinzio separati da cornicioni sporgenti. Nel primo livello, una grande finestra trifora ad archi a tutto sesto, sostenuti da sottili colonne ioniche e poi una grande finestra semicircolare.
La pianta della chiesa si articola in tre parti: navata, transetto e abside profonda.
Inoltre di particolare interesse, una Via Crucis in ceramica, firmata Rinaldo Pardi (1898-1945) di Castelli.
Al centro dell’abside, posto in cantoria, l’organo monumentale di Tommaso Cefalo della prima metà del Settecento.

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